Francesca_Brotzu_09Aprile2013 - MissionariDiBigene

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Amici & Co.

Amici in Missione - APRILE 2013

Francesca
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DIARIO DI UN MESE SPECIALE - 9 aprile 2013


Il giorno della partenza il suono della sveglia, nel cuore della notte, le 6, mi trova già in piedi!! Ho dormito pochissimo per l’eccitazione di affrontare un’avventura che sicuramente il Signore aveva preparato per me da sempre!!! Eh, sì, un mese da trascorrere nella missione di Bigene, in Guinea-Bissau, dove Don Ivone mi aspettava! Con me sono venuti anche M. Antonietta , Gaetano e un amico speciale, Don Marco Camiletti che ha fatto il biglietto di sola andata! Il Signore, infatti, lo ha chiamato ad un compito davvero speciale: affiancare Don Ivone nella cura di una delle vigne più povere e perciò più care al Suo cuore! La mamma e il papà di don Marco lo hanno accompagnato all’aeroporto e nei loro occhi ho letto, insieme al dispiacere del distacco, l’orgoglio di avere un figlio così coraggioso e capace di dire SÌ a una chiamata tanto impegnativa!!

L’aereo è decollato in perfetto orario e fra letture, preghiere, sonnellini e spuntini, sono passate ben 14 ore (9 di volo e 5 di soste) Grazie a Dio tutto è filato liscio e finalmente è iniziata la grande avventura africana!!!

Sono quasi le 6 quando finalmente incontro il mio amico-fratellone che ci accoglie con gioia e addirittura regala a me e a M. Antonietta una bellissima collana artigianale africana, fatta di semi e legno!! E’ un pensiero meraviglioso!! Con Don Ivone è venuta ad accoglierci anche Giusi, una signora foggiana che venne in Guinea-Bissau insieme a lui, circa 5 anni fa, lasciando le comodità del mondo occidentale per servire il Signore ed i fratelli più sfortunati! Da allora lavora nella Curia di Bissau, dove arriviamo verso le 7, dopo aver percorso l’unico tratto di strada asfaltata ed illuminata della Guinea-Bissau!! Troviamo ad accoglierci il Vescovo Dom Josè Cammate, P.Giancarlo, un altro missionario italiano che lavora vicino alla capitale, qualche altro sacerdote e.. un invitante e ristoratore caffè italiano che, insieme a una porzione, o 2… dell’ ottima "torta di rose" che ci ha regalato Mara prima di partire, e al latte (in polvere, naturalmente, perché è l’unico disponibile qui!!), costituisce la nostra 1 colazione africana!! Quanto mi piace questo Vescovo, si trattiene a fare colazione con noi, ci serve il caffè e chiacchiera amabilmente in Italiano, lingua che parla fluentemente!! Più tardi lo incontriamo nel suo studio, dove ci racconta della situazione attuale della Guinea-Bissau e condivide con noi le sue preoccupazioni ed aspettative di Pastore in una terra così provata (che è la sua terra!!). Ci parla delle priorità degli interventi educativi e delle difficoltà di attuazione dovute soprattutto all’analfabetismo che, se nella capitale e nelle cittadine più grandi è tuttora presente, nei villaggi intorno a Bigene interessa la quasi totalità della popolazione!!! Sottolinea il suo desiderio di formare, oltre ai singoli catechisti, "famiglie catechiste" per poter meglio penetrare in ogni strato del tessuto sociale! Si dice felicissimo dell’arrivo di Don Marco che definisce una "bombola di ossigeno" in questa realtà boccheggiante e una valida compagnia per P. Ivo ( così tutti lo chiamano qui!) che finalmente dormirà sonni più tranquilli, non essendo più solo! P. Ivo lo invita alla festa per il 3° anniversario della Parrocchia Sacro Cuore di Bigene e lui promette che sarà presente la domenica successiva!



P. Ivo e Don Marco concelebrano la S. Messa nella bellissima cappellina della Curia e verso le 9,30 andiamo a visitare le grandi opere della Chiesa cattolica in questa terra e la prima tappa è Cumura: l’Ospedale-Lebbrosario!

Questo ospedale, fondato da Mons. Settimio Ferrazzetta, è tuttora sostenuto dalla Chiesa Cattolica e dall’associazione Raul Follerau. Esso era, in origine, solo un lebbrosario, ma oggi accoglie anche, in diverse ali della costruzione, i malati di AIDS e quelli che soffrono di Tubercolosi! E’ sconvolgente l’incontro con alcuni lebbrosi, soprattutto perché, nel nostro mondo, la lebbra è considerata una malattia ormai debellata! Purtroppo, invece, constatiamo che esiste ancora, ed è causata da un’alimentazione totalmente inadeguata e carente degli elementi essenziali al buon funzionamento dell’organismo umano, e da un’igiene spesso completamente sconosciuta quindi assente! Parliamo con un signore seduto su una sedia a rotelle perché ormai privo della maggior parte di un piede, di alcune dita dell’altro e delle dita delle mani…



Accanto a lui c’è Seni, un bimbo di circa 5 anni, vicino alla sua mamma, una donna coraggiosa che, sfidando le usanze della sua gente, ha deciso di non portare il figlio dal “curandero”, ma si è fidata della medicina dei bianchi e l’ha ricoverato qui ai primi sintomi della malattia (macchie bianche sulla pelle)!

La lebbra, se in terapia, non è contagiosa e, se presa al primo manifestarsi dei sintomi, è perfettamente curabile quindi Seni guarirà completamente! Chiediamo il permesso di fare qualche foto, poi salutiamo e andiamo via! Vediamo dall’esterno la palazzina dove vengono curati gli ammalati di tubercolosi, malattia contagiosa e diffusissima,” causata dall’eccessiva umidità delle capanne che sono anche mal areate e quindi malsane e dalla brutta abitudine di sputare sempre e dovunque, comune a uomini e donne!! “Anche gli ammalati di AIDS sono tantissimi, grandi e piccini, ma qui a Cumura, vengono curati gratuitamente e amorevolmente da medici preparati (pochi ed estremamente generosi) e da Suor Valeria che, con altri operatori, vive ed opera qui da tanti anni! La salutiamo di corsa (è tanto indaffarata!) e riprendiamo il nostro cammino!

Arriviamo all’Ospedale Pediatrico di Bor, dove conosciamo il Dottor Dionisio, medico africano che ha studiato a Padova, che chiede a M. Antonietta di fare l’ecografia a 2 donne incinte che hanno qualche problema. BOR è un altro fiore all’occhiello della Chiesa cattolica, qui vengono curati i bambini provenienti da ogni parte della Guinea-Bissau e noi incontriamo, in una stanza, il piccolo Nahui, il bimbo di cui tempo fa ci parlò P. Ivo, perché, essendo nato con qualche problema (ritardo di deambulazione e di linguaggio) è stato rifiutato dalla famiglia! Si pensa che se un bimbo nasce malato esso è inviso agli spiriti e quindi da allontanare! L’unica ad averlo accettato con amore è la sua mamma che, coraggiosamente, si è opposta al desiderio del marito di abbandonarlo e lo sta aiutando in tutti i modi, confortata e sostenuta da P. Ivo!! Notiamo con gioia che il bimbo comincia a camminare spingendo una sedia che gli fa da girello… ride ed è così carino! Come si fa a pensare che in lui dimori uno spirito cattivo???



Padre Ivo chiede di incontrare la segretaria della clinica e, una volta accomodati in ufficio, compila un assegno di 1200 €, soldi donati dagli amici italiani che sostengono, con le loro offerte, i progetti che scelgono fra quelli che P. Ivo ritiene di volta in volta prioritari!

Risaliamo sul fuoristrada che, dopo un breve percorso, si ferma di fronte a una bella costruzione, dove leggiamo CASA DI ACCOGLIENZA - BAMBARAN, scritto con lettere grandi e colorate!! Il “Bambaran” è il rettangolo di stoffa con cui le mamme legano i figli alla loro schiena!



E’ un orfanotrofio e subito incontriamo tanti bellissimi bambini che, scopriamo dai racconti di P. Ivo, sono stati abbandonati dai genitori perché malati e quindi posseduti dagli spiriti cattivi, (come Nahui…) oppure orfani! Conosciamo solo gli ospiti più piccoli perché i grandetti sono a scuola! Che commozione invade il nostro cuore nel vedere queste braccine protese verso di noi, nella speranza di ricevere una carezza, un abbraccio, una coccola… un po’ di quell’amore che è stato loro negato da una sorte troppo crudele!!




MA NON DOVREBBE ESSERE UN DIRITTO DI OGNI BAMBINO QUELLO DI ESSERE AMATO?
Prendo in braccio una bimba bellissima e affettuosissima, poi un maschietto con la faccina furbetta, tutti noi li coccoliamo un po’ e ci chiniamo ad accarezzare anche i più piccoli che stanno coricati su un materassino e giocano sotto lo sguardo amorevole di una signora italiana che, col marito ha lasciato l’Italia, chiedendo un anno sabatico al datore di lavoro, per dedicarsi totalmente a queste creature!! Che esempio di altruismo!! Scattiamo tante foto e andiamo via, ma il mio cuore è triste, vorrei portarmeli via tutti!!



Torniamo in Curia e pranziamo insieme a Dom Josè , a Giusi e a tutti i sacerdoti che solitamente dormono e mangiano lì.. Dopo pranzo riposiamo un po’, abbiamo tanto sonno arretrato e una grande stanchezza ma siamo felicissimi di essere qui!! Nel pomeriggio, con la nostra preparatissima e paziente guida, P. Ivo, facciamo un giro a Bissau, andiamo a visitare la Cattedrale e infine, col vescovo e Giusi, andiamo a cena dalle suore, a N’ Dame, dove ci aspetta la pizza e altre cose buone preparate con amore da Suor Rosa, Suor Ausiliadora, Suor Marisa e Suor Irene!! Incredibile!! C’è un televisore, l’unico che vediamo qui in Guinea-Bissau, ma praticamente non si vede niente.. finché Gaetano, bravissimo, riesce a farlo funzionare e così gli uomini, durante la cena, riescono a vedere un po’ di una importante partita di calcio… Torniamo in Curia dove, appena poggiata la testa sul cuscino, cado in un profondo sonno ristoratore!!!



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