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Cosa significa il logo di Missionari di Bigene?

Il logo scelto per i Missionari di Bigene (MdB), oltre a includere la bandiera della Guinea-Bissau, dove è presente la missione, raffigura una Croce che si piega verso delle persone che la cercano. Il piegarsi delle Croce simboleggia la volontà di Cristo di abbracciare, andare incontro alle genti.
Le persone rappresentano gli abitanti di Bigene, i missionari, i sostenitori della missione, tutti. Scopo della missione infatti è prima di tutto l'evangelizzazione, la conoscenza e l'incontro con il Cristo.
L'aiuto umanitario che porta la missione a Bigene non è solo un'opera filantropica, ma la manifestazione dell'amore di Cristo e della sua Chiesa per tutti gli uomini, anche per gli abitanti di Bigene: cristiani, musulmani o animisti che siano.
L'amore di Cristo non opera in funzione delle nostre scelte, delle nostre convinzioni. Opera. Anche attraverso i missionari. Opera a volte in modo misterioso, con mezzi che non sempre sono facili da comprendere come la sofferenza, la malattia, la morte. Ma attraverso queste ferite pianta un seme per far rinascere l'uomo, e grazie all'opera dei missionari questo seme non andrà perduto, ma darà i suoi frutti, sia spirituali che sociali, con lo sviluppo di queste terre così difficili e lontane da noi.
Tra le persone che tendono le loro braccia alla Croce, come detto prima, non ci sono solo gli abitanti di Bigene, ma tutte le persone che hanno a cuore la missione di Bigene. Tutte insieme senza distinzione di fronte a Cristo.
Missionari di Bigene infatti vuole essere un luogo di incontro, di solidarietà, di conoscenza reciproca, di preghiera comune.


Bene si adatta a questa visione la seguente riflessione fatta da Papa Benedetto in un suo libro:

"<<Vado, ma torno a voi>> (Gv 14,28): mentre mi allontano da voi […] realizzo ciò che veramente io sono, vale a dire colui che fa entrare tutti nell’unità del suo nuovo essere.[…]
I Padri della chiesa hanno interpretato in questo senso le braccia spalancate del Signore sulla croce. Scorgono in esse in primo luogo la forma originaria del gesto cristiano di preghiera, l’atteggiamento dell’orante, così come lo incontriamo, in modo toccante, nelle raffigurazioni delle catacombe […]: quelle braccia spalancate sono espressione di preghiera anche e soprattutto in quanto esprimono la completa dedizione agli uomini, sono il gesto dell’abbraccio, della piena e indivisa fraternità. A partire dalla croce, la teologia dei Padri ha visto rappresentata simbolicamente […] l’unità di preghiera e fraternità, l’inseparabilità del servizio agli uomini e della glorificazione di Dio.
Essere cristiani significa essenzialmente il passaggio dall’essere per se stessi all’essere gli uni per gli altri.
"

[J. RATZINGER, “Introduzione al Cristianesimo” Ed.Queriniana (p.243)]


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